Egregio Direttore,
oggigiorno siamo tutti esperti (quindi nessuno è più esperto di nulla). E, complici i social, vogliamo dire la nostra su tutto. Da eBay a Google Maps, da Tripadvisor ai negozi di abbigliamento per il clero, pressoché tutti i siti Internet permettono di lasciare un’opinione, un giudizio, un commento. Siamo invasi dalle recensioni di persone che recensori non sono. E che sputano sentenze su qualunque oggetto, luogo, esperienza. Per cui succede spesso quanto segue.
O la presunta recensione contiene solo informazioni già fornite dal commerciante, se non implicite. A che serve scrivere che in quella pescheria si vende pesce fresco (ovvio), o notificare che nel tale albergo c’è il parcheggio, la cui presenza è già segnalata nella scheda della struttura?
O si comunica che il servizio funziona. Ma a tredici anni dall’arrivo di Amazon in Italia lo sappiamo che i pacchi giungono a destinazione. Casomai bisognerebbe segnalare i disguidi.
O si danno dei veri e propri giudizi. E nemmeno in tale circostanza le cose funzionano a dovere. Perché per quanto le opinioni espresse vengano supportate da argomentazioni, cioè fatti, tali argomentazioni risultano sovente altamente contraddittorie, per cui non si capisce niente. Nel tale ristorante il servizio è lento o veloce? I camerieri sono gentili o screanzati? Mettetevi d’accordo. L’impressione è che la gente tenda a estremizzare: ogni cosa diventa splendida o vomitevole. Il linguaggio iperbolico regna sovrano, nemmeno fossimo adolescenti a vita (o lo siamo?).
Forse l’unica utilità che si potrebbe trovare nella lettura delle recensioni è conoscere qualche aspetto non dell’oggetto dei commenti, ma dei soggetti che li hanno lasciati. Quante persone si rivelano per quello che sono, infatti? Pigre, ingenue, ignoranti, schizzinose, snob, superficiali, incontentabili…
Caro Direttore, all’uopo mi permetto di sottoporLe una breve rassegna. Giudichi Lei. Alcune di queste recensioni sono persino vere.
Cordiali saluti
Emanuele Gavi
Pignolo
Il libro mi è arrivato nei tempi previsti, impacchettato a dovere e in buone condizioni. Contrariamente a quanto mi aspettavo, però, la carta delle pagine è lucida e non opaca. Soddisfatto a metà.
Espertone
Un romanzo grandioso. Consigliatissimo. Erano anni che non finivo un libro. L’ultimo mi pare fosse “Geronimo Stilton e la mummia formaggiosa”.
Adolescente
L’autore è un genio. Come descrive lui i giovani… nessuno mai! La protagonista ascolta la musica con le cuffiette a tutto volume mentre va a scuola! Proprio come me!!!
Il gabbiano
Quando il prof. ci ha dato da leggere questo libro mi sono detto “che barba”, ma ora che ho finito le sue 112 pagine posso dire che Jonathan Livingstone è davvero un grande scrittore!
Obiettivo
Ho ritrovato questo film che avevo visto al cinema a quindici anni. Non vale davvero niente, ma do tre stelline perché mi ha fatto ricordare la mia gioventù.
Cinefilo
Il capolavoro di Akira Kurosawa. L’interpretazione di Takashi Shimura è semplicemente superba. Purtroppo il dvd, contrariamente a quanto indicato dal venditore, tra le varie lingue non contempla l’italiano. Comunque mi sono commosso lo stesso, anche vedendolo in giapponese sottotitolato in tedesco. Toccante.
Obiettivo 2
Parrucchiere fantastico. Professionalità e cortesia. E non lo dico perché è mio cugino! Io mi servo da un altro che costa meno.
Sopravvissuto
Rasoio di precisione per modo di dire. Stamattina per poco non mi taglio la gola.
Mai vista una prima
Chiesa molto grande e spaziosa. Soffitto bello alto. Vetrate a colori!
Buono a sapersi
Contiguo alla macelleria c’è il laboratorio, dove Pino in persona squarta manzi e maiali davanti a tutti. Se siete vegani, animalisti o facilmente impressionabili consiglio di rivolgervi altrove.
Utilissimo
La farmacia è l’unica in tutta la vallata. Se avete bisogno di aspirina o altri medicinali, la consiglio.
Al concerto
Ho trovato veramente simpatica l’idea del bicchierone di birra in plastica dura da appendere al collo con un cordino per avere le mani libere… almeno finché, dopo il primo sorso, il cordino si è sganciato e il bicchiere mi è precipitato fracassandosi a terra. Scarpe annaffiate e addio bevuta.
Scandalizzata
In questo bar non hanno fatto entrare il Fuffi solo perché è un cane. E quell’animale di mio marito sì?
Piacevole sorpresa
Fantastico! L’impianto di risalita si può usare anche per ridiscendere a valle. Unica pecca: il biglietto costa il doppio.
Struttura carente
Le camere di questo albergo non hanno abbastanza prese! Una volta che ho messo in carica il mio cellulare, il cellulare di mia moglie, il computer portatile, il Kindle, il rasoio… mi spiegate dove carico le batterie della macchina fotografica e lo spazzolino elettrico??? Signori, sveglia!!! Siamo nel 2023!!!
Soddisfatto
Entrato nel rifugio unicamente per andare in bagno, sono rimasto letteralmente conquistato dalla cortesia del personale e dall’invitante menu a base di piatti tipici, tanto da fermarmi a pranzo, merenda, cena e per la notte. Ho finito per trattenermi una settimana. Posto isolato ma giornate di puro relax. Tra l’altro una valanga aveva spazzato via sentiero e strada carrozzabile…
Prego?
Niente di che. Come sito archeologico è davvero antiquato.
Alta stagione
Spiaggia alla moda e decisamente frequentata in questo periodo dell’anno. Mi è caduto uno spillo e ha ferito tre persone.
Mi raccomando
Parcheggio romantico di fronte al tramonto, duecento metri a picco sul mare. Ricordate di tirare bene il freno a mano.
Lontano da tutto
La visita a questa malga è consigliatissima per la posizione panoramica, i piatti tipici e i dolci fatti in casa, tutti squisiti. La strada non ci arriva, per cui si può raggiungere solo a piedi, in mountain bike, a cavallo, in deltaplano, mongolfiera o lanciandosi col paracadute.
Pungente
In questa baita-ristorante dovrebbero mettere un cartello: “Mangiate sano! Portatevelo da casa!”
L’anno prossimo…
Un delirio! La spiaggia era affollata, il sole scottava, c’era vento ma alzava la sabbia, i bambini erano rumorosi e invadenti, i genitori dei gran cafoni (le mamme pressoché tutte col fondoschiena di fuori, e pure le nonne: uno spettacolo orripilante!). Il bar era sfornito e caro, i servizi igienici da dimenticare, il bagnino pigro come pochi, il via vai degli ambulanti continuo, il venditore di cocco bello cocco fresco non passava mai… Discoteca all’aperto tutte le sere fino a tarda notte: impossibile prendere sonno! Un incubo! L’anno prossimo montagna.
L’anno dopo
Un mortorio! L’hotel era caratteristico, tutto in legno, ma i mobili erano veramente vetusti, da sostituire… dico solo che il telefono in camera era ancora della Sip. E poi le stanze piccole, la colazione facoltativa cara come il sangue, la spa minimale e sempre piena di gente sudata (specie nella sauna). I sentieri erano maltenuti e mal segnati, i rifugi troppo lontani e poco accoglienti. Il paese da evitare: i negozi di souvenir ingombri di paccottiglia, i locali tipici esosi, il supermarket un furto istituzionalizzato, in giro solo vecchi, tutti a letto con le galline. Gite poche perché è piovuto tutti i giorni. Era meglio il mare.