Egregio Direttore,
da pochi giorni è in edicola l’ultimo romanzo di Silvana De Mari, pubblicato dalle testate La Verità e Panorama. Una storia di adolescenti. Riprendendo i personaggi dei precedenti Il gatto dagli occhi d’oro e Io mi chiamo Joseph, l’autrice indaga i problemi e i drammi dei nostri ragazzi (da un inesistente rapporto con genitori in carriera alla piaga della pornodipendenza), li mette a nudo con il suo sguardo lucido e impietoso, con la sua ironia tagliente. Opera meritoria, perché se è vero come è vero che i giovani sono il nostro futuro, una gioventù spesso disorientata e in crisi come quella attuale che futuro potrà mai costruire?
Ma i bambini del titolo non sono i vivi. I vivi il nome lo portano. Sono le vittime dell’aborto, quello strano “diritto umano” che il futuro alla nostra società lo nega a priori. Eppure, ci mostra la De Mari, una speranza c’è sempre, anche per chi ha esercitato questo presunto diritto a sopprimere la vita altrui al suo sbocciare. Ed è la speranza dell’amore, della fede in Dio e della fiducia insopprimibile nella bontà della vita. Un messaggio di cui i nostri figli hanno un disperato bisogno.
Buona lettura
Emanuele Gavi