Gay Pride 2019: ecco chi c’era a Genova

Egregio Direttore,

ieri pomeriggio sono andato a vedere il Liguria Pride, che ha pittorescamente okkupato il centro di Genova da una stazione ferroviaria all’altra. Hanno sfilato rappresentanze del Pd, della Cgil, dei Radicali, la bandiera rossa e nera degli anarchici, quella di Potere al Popolo, e poi i centri sociali, Amnesty International, Emergency, gli Atei e Agnostici Razionalisti, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, gli scout (quelli laici del CNGEI)…

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Viene da chiedersi se ci fossero anche i gay… Sì, qualcuno ce n’era.

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C’erano poi tantissime ragazzine, qualcuna senza maglietta (chissà se nelle scuole si diffonderà la moda del reggiseno en plein air, dopo quella dei capelli blu).

C’erano moltissimi bambini, i più piccoli portati in braccio, con la bandierina arcobaleno pitturata sulla guancia. Chissà se i loro genitori hanno spiegato ai più grandicelli, che hanno già imparato a leggere, il significato di slogan come “Più sborra meno sbirri”, oppure “Bucci sbucciamelo”. Marco Bucci è il sindaco di Genova, di centro-destra, ed è intervenuto pure lui al Pride, dichiarando tra l’altro che il Comune ha speso 50mila euro per la manifestazione. Il Comune e la Regione, però, avevano negato il patrocinio, garantito invece dall’Università di Genova.

Cordiali saluti

Emanuele Gavi

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Palloncini e sadomaso: nel 2019 è considerato uno spettacolo adatto ai bambini